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L’omicidio non è terrorismo. Non tutti gli assassini sono terroristi e non tutti i terroristi sono assassini. Il terrorismo ha solitamente diversi obiettivi, il principale dei quali è scatenare la paura, minare le sicurezze dei luoghi che colpisce, spesso per limitarne la libertà, sia da un punto di vista prettamente psicologico – le persone hanno paura di uscire, di vivere la loro vita – sia da uno più pratico – come il divieto di manifestare contro un vertice ONU per ragioni di sicurezza e la susseguente gazzarra scatenata dalle forze dell’ordine con annessi danneggiamenti, che poi in un paese che vive dentro “1984” diventano colpa dei manifestanti, anche quando ci sono foto che documentano il contrario.

Per questa ragione, un individuo che agisce da solo, si arma e spara per grottesche motivazioni ideologiche non è un terrorista. È uno stronzo con una pistola. Un omicidio plurimo commesso da un singolo, anche se per la più patologica delle convinzioni politiche o religiose, non è terrorismo. Il terrorismo è qualcosa di organizzato e con un fine politico preciso. Per la stessa ragione, tuttavia, non è necessario compiere una strage per essere definiti terroristi: si può rovinare l’esistenza di persone normali senza sparare.

Di conseguenza, lo stronzo che la settimana scorsa ha fatto irruzione in una clinica specializzata in controlli delle nascite a Colorado Springs ammazzando tre persone non è un terrorista. È un delinquente, un omicida, un serial killer, un fondamentalista che uccide in nome del suo dio, non un terrorista. Nessun singolo esaltato che compra armi e spara è un terrorista. Sono invece terroristi quelli che il 13 novembre hanno ammazzato oltre 100 persone a Parigi, non tanto per il numero di morti, e certamente non per il fatto che uno si professa cristiano gli altri musulmani: semplicemente perché organizzati e con un fine che va molto al di là della strage – fine in cui peraltro stanno riuscendo perfettamente, visti i fatti recenti a Place de la Republique.

Sono dunque terroristi i gruppi di fascisti armati di mazze che ogni tanto massacrano di botte un gay o un ragazzo con la kefiah: si tratta, appunto, di gruppi organizzati, il loro obiettivo non è tanto il singolo individuo che malmenano, quanto far sapere ai suoi consimili che non è il caso che si facciano vedere in giro. Sono terroristi gli esaltati cattolici che a Rozzano hanno prima tentato di imporre canti religiosi, poi, visto il rifiuto del preside, hanno fomentato un linciaggio che lo ha portato a dimettersi: anche qui, si parla di una certa quantità di persone che si fa forza del numero ed il cui obiettivo è l’imposizione di uno schema comportamentale – il prossimo preside sappia che o fa il bravo o è inutile che si metta comodo – tramite l’ostracismo dell’altro. Sono terroristi i gruppi di integralisti cristiani che tramite atti di intimidazione violenta cercano di convincere i dipendenti di cliniche per la fecondazione eterologa a lasciare il lavoro, col fine di abolire ufficiosamente il servizio.

Non proverò a dire che uno come Anders Behring Breivik non mi faccia paura: è un tizio che una mattina si è svegliato e ha ammazzato 77 persone, è ovvio che mi spaventi. Ma, dal punto di vista di un cittadino italiano che ha una certa propensione verso l’illuminismo, il movimento hippie e le libertà civili, mi sento più minacciato, sento più minacciati i famosi “valori” secondo cui cerco di vivere, quando ascolto gente che vuole, che so, eliminare il concetto di privacy, proibire a persone libere di associarsi ed esprimere le proprie idee, impedire il riconoscimento delle coppie omosessuali, anzi degli omosessuali tout court, imporre simboli e cerimonie religiosi, utilizzare il fanatismo per contrastare un altro fanatismo. Gente che pretende impormi i suoi schemi di vita, gente che mi vuole sfruttato sei giorni alla settimana, senza diritti e senza dignità, ed a messa a capo chino il settimo. Gente a cui la libertà, le gioia, la vita, fanno schifo e paura esattamente come a chi spara credendo di far felice il suo dio.

Sono questi i veri terroristi.

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