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Credo, e sottolineo credo, di aver capito il delirio che c’è dietro le presunte opinioni che denunciano la cosiddetta “teoria gender”. Andiamo con ordine: in questo discorso ci sono, semplificando, due schiere di ignoranti privi dei più basilari rudimenti scientifici, quella degli scriteriati che certe follie le partoriscono e le propinano, e quella degli astiosi e tracotanti analfabeti che vedono il nemico pubblico numero uno, il gender, ovunque, compresa “La dodicesima notte” di Shakespeare perché Viola si traveste da maschio (se ancora non l’hanno fatto, ci arriveranno). Ecco, io penso, e ripeto penso, di aver avuto un’illuminazione sulla prima pletora di cialtroni – gli opinion leader, diciamo. Dai loro deliri, poi, discende tutto un costrutto omofobo grottesco e chiuso nel suo odio col quale non c’è possibilità di dialogo.

In termini sintetici, quella che viene additata con orrore e raccapriccio come la “ideologia gender”, che minaccia la vita delle comunità civili, onorate, probe e cattoliche, è il fatto, scientificamente accettato, che il sesso biologico di una persona non ne definisce univocamente l’identità di genere né l’orientamento sessuale. Il sorprendente assunto alternativo portato avanti dai gruppi omofobi, quello che, grazie al fallimento di un sistema educativo retrogrado e mal gestito, sta alla base dell’evocazione delle crociate, è l’idea che in natura esista solo il sesso biologico, da cui conseguono automaticamente identità di genere (un maschio è un maschio) ed orientamento sessuale (un maschio è attratto, se è un bravo cristiano con moderazione, dalle femmine). Di conseguenza, un gay puro, un uomo non attratto dalle donne, non è un maschio con un orientamento sessuale diverso da quello di un maschio eterosessuale: un gay non è un maschio, perché non ha il corrispondente orientamento sessuale. Un gay appartiene pertanto ad un genere biologico a parte, che in natura non è definito.

Se si accetta questo assunto, ne consegue che la natura umana, la biologia umana, non contempla l’omosessualità. Ergo, si tratta di una condizione mentale – magari patologica come il bipolarismo, magari culturale come il tifo calcistico, ma puramente mentale. Dunque, chi sostiene che l’omosessualità è naturale sostiene di fatto l’accettazione di qualcosa che biologicamente non esiste: accettarne l’esistenza è dunque un atto ideologico, e qualunque discorso ruoti attorno a questa accettazione è un’ideologia.

Per questo la chiamano “ideologia gender”, e per questo non è possibile spiegare che non esiste: per loro sono l’identità e l’orientamento sessuali indipendenti dal sesso biologico a non esistere. E non ne vogliono sentir parlare perché, ritenendolo un assunto ideologico, quindi culturale, sono terrorizzati dall’idea che faccia presa, soprattutto sulle menti semplici, quelle dei bambini. In natura gli omosessuali non esistono, come non esistono gli hippie o i romanisti: esistono solo a livello culturale e di identificazione. Quindi un ragazzo, come può diventare un fan dello Zoo di 105, può, con le medesime dinamiche, diventare gay. La soluzione per evitarlo è impedire che se ne parli, dal che la feroce contrarietà all’educazione sessuale ed alla diversità.

Gli omofobi hanno più o meno capito che esistono persone (per loro viziose o malate) che praticano l’omosessualità, come hanno accettato che esistono gli assassini e i fan di Devin Townsend, ma intervenire con una legge che regolamenti la situazione significa avallare istituzionalmente una condizione innaturale e patologica. Ed è per questo motivo che è inutile, se non dannoso, parlarci, cercare di convincerli con il ragionamento – ad esempio facendo notare che la stepchild adoption agisce nell’interesse del minore in casi attualmente non normati ma esistenti. L’ignoranza è talmente vasta, mentre indottrinamento e pregiudizi sono talmente radicati, che elementi effimeri come logica e buonsenso non possono attecchire. È come parlare con un complottista dell’11 settembre o un negazionista dell’olocausto: non c’è linguaggio comune con uno che considera parte della cospirazione chiunque non sia d’accordo con lui.

Quello che non ho capito, seriamente, è come la pensano nella Chiesa, al di là dell’atteggiamento aggressivo e manipolatorio verso la pubblica opinione. Io non escludo che certi soggetti considerino veramente l’omosessualità e la pedofilia sullo stesso piano morale, e pratichino entrambe perché ritengono di poter dare impunemente sfogo a qualunque “vizio” in virtù della loro posizione. Rimango aperto a conferme o smentite argomentate.

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