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Facciamo un po’ di ordine su quello che è successo ieri in Senato con la bocciatura del cosiddetto supercanguro in relazione alla discussione sul DDL Cirinnà.

Io capisco la società civile che ieri si è sentita tradita dal Movimento 5 Stelle che non ha votato una proposta del PD che avrebbe fatto saltare la discussione in Senato sugli infiniti emendamenti al DDL Cirinnà. Anzi, ne faccio fieramente parte, perché, anche se la materia del contendere non mi coinvolge direttamente, stiamo parlando di diritti fondamentali che riguardano esseri umani (non conta nemmeno che alcuni di essi io li conosca) ed è doveroso battersi per il loro riconoscimento. Ma che lo faccia il PD, che non è riuscito a far approvare un emendamento del PD perché governa con Giovanardi, Alfano e Formigoni, è ridicolo.

Un partito di governo che si mette nelle mani di uno di opposizione fa già ridere i polli, ma non è né la prima né l’ultima volta – è dai tempi di D’Alema che l’allora PDS si fa girare attorno dall’avversario politico di turno che poi lo scarica in modo inurbano: è solo cambiato l’avversario politico di turno, ed il fatto che il M5S sia passato dall’essere il nuovo che avanza all’essere il nuovo Berlusconi nella dialettica parlamentare dovrebbe dare un’idea chiara della forza propulsiva di questa gente. Tuttavia, un partito di governo che chiede ad un partito di opposizione di votare una mannaia che ha utilizzato più volte contro quel medesimo partito di opposizione e poi sbraita perché non è passata è una roba di fronte alla qualche persino Kafka si inchinerebbe.

La società civile, giustamente, è inorridita di fronte ad uno spettacolino patetico, io sono inorridito di fronte a tanto squallore. Non stiamo parlando dell’approvazione di un codicillo che regola gli incidenti stradali senza danni alle persone, ma di diritti umani: la società civile, in particolare la comunità LGBT direttamente interessata al passaggio del DDL Cirinnà, ritiene pienamente a ragione che il loro riconoscimento dovrebbe venire prima dello scontro parlamentare. Il problema è che, in Senato, il punto non è proprio quello: il PD ha infatti mostrato più di una volta che dei diritti umani se ne frega allegramente.

Il PD è il partito che ha di fatto eliminato il divieto di licenziamento per giusta causa; il PD è il partito che tra i risparmiatori e gli amici banchieri sceglie di aiutare questi ultimi con una legge approvata in Senato in 15 minuti; il PD è il partito di governo che non ha nemmeno mai provato ad introdurre il reato di tortura, né ci proverà adesso dopo che un cittadino italiano è stato ucciso dopo essere stato evidentemente torturato in Egitto; il PD è il partito che inneggia ai manganelli della polizia contro le manifestazioni di protesta. Il PD che sulle unioni civili si atteggia a paladino dei diritti umani, peraltro nei giorni in cui discute le pensioni di reversibilità, è grottesco.

Adesso sappiamo che anche il M5S risponde alle medesime logiche – sempre per la fortunata serie del nuovo che avanza, d’altra parte dopo tre anni gli avanzi si buttano, è normale. Di Maio che sostiene via Twitter che il supercanguro avrebbe impedito il dibattito parlamentare, direbbe lo stesso su un disegno di legge per impedire ai neri di frequentare le stesse scuole dei bianchi? Così, per sapere se le procedure vengono prima dei contenuti a prescindere.

Ora il PD è rimasto col cerino in mano, e può fare diverse cose. Probabilmente farà la peggiore: un accordo con NCD (quindi CL) e coi suoi dissidenti interni (quindi altri integralisti cattolici) per far passare una legge pessima e discriminatoria. Qualsiasi cosa pur di rimanere al governo. Dirigessi il M5S, farei una proposta.

Caro PD, visto che non hai i numeri, che hai fatto la solita figura ridicola e che le unioni civili sono un argomento imprescindibile, facciamo un accordo: io voto il DDL Cirinnà articolo per articolo, bocciando tutti gli emendamenti, salvo quelli che tu stesso mi dici di votare; Una volta approvata la legge, in Senato ed alla Camera, Renzi sale al Quirinale e si va a dimettere. Così vediamo quanto contano veramente per il Partito Democratico i diritti civili. Il problema è che per fare una proposta del genere in modo credibile dovrei garantire il voto compatto dei miei Senatori. Il che è impossibile, dopo essermi reso ridicolo dichiarando che i miei Senatori voteranno con libertà di coscienza.

Non succederà mai.

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