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Grazie al naufragio del supercanguro sul DDL Cirinnà, proposto dal PD e non votato da M5S assieme a tutti i partiti che si oppongono alle legge ed anche ad una discreta parte del PD stesso, abbiamo scoperto una cosa fondamentale: che esistono leggi che toccano diritti fondamentali e sono più importanti di altre.

Ora, nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una sequenza praticamente interminabile di leggi che sono andate ad intaccare diritti fondamentali, ed in gran parte acquisiti. Abbiamo apprezzato il Governo, il Parlamento e l’Unione Europea legiferare o costruire prassi contro la pubblica istruzione, la sanità pubblica, la privacy, finanche la sovranità popolare. Abbiamo visto approvare provvedimenti che eliminavano diritti dei lavoratori introducendo il licenziamento arbitrario, abbiamo sentito ministri della Repubblica farneticare di un ritorno al cottimo.

Mentre tutto questo veniva discusso e messo in atto, chi cercava di protestare era un gufo, un anti-italiano, uno che doveva rassegnarsi a perdere i suoi diritti perché il mondo va da un’altra parte. Adesso che si parla di unioni civili, qualcuno improvvisamente si accorge che discutere di un provvedimento che interviene su diritti umani fondamentali non è la stessa cosa che disciplinare le assicurazioni nel caso di incidente stradale o le norme per il finanziamento all’editoria. Quindi abbiamo mezzo mondo che sbraita perché ci sono delle persone che restano senza diritti, come se uno che ha vinto un regolare concorso e resta senza lavoro, perché la riforma dell’università prevede assunzioni col contagocce a scapito della didattica, o uno che viene licenziato in quanto sindacalista, perché il datore di lavoro può adesso permettersi licenziamenti arbitrari, fossero problemi di ordine inferiore.

Io non me la prendo con le persone che, in caso di mancata approvazione del DDL Cirinnà, rimarranno discriminati per legge, ma ho uno spunto da provare a proporre. Non esistono i diritti civili degli omosessuali, dei lavoratori, dei pensionati e dei bambini: esistono i diritti civili, come pacchetto unico. Passando alle persone, esistono quelle che lottano per prenderseli e farseli riconoscere e quelle che vogliono impedirne il riconoscimento, per settori della popolazione o proprio per tutti. Secondo una terminologia un po’ desueta, si chiama lotta di classe. Invece quella del disoccupato che fa la guerra all’immigrato perché gli ruba il posto di lavoro si chiama guerra tra poveri, ed è il modo più egoista, miope ed inefficace di combattere – aspetto facilmente desumibile dal fatto che uno squallido razzista fascistoide come Salvini fa di tutto per provocarla.

So che sto parlando dell’ABC, ma vedere un sacco di persone che se ne fregano dei problemi altrui, poi urlano come matti chiedendo solidarietà quando i problemi bussano alla porta di casa loro, mi ricorda quella famosissima citazione di Martin Niemöller: “Poi vennero a prendere me, e non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.

Sono anni che i diritti civili, i diritti umani vengono erosi, punto dopo punto, in tutto il mondo per la verità, ma in Italia come al solito siamo tra quelli che riescono a fare peggio, fanalini di coda praticamente in qualsiasi ambito: diritti delle donne, disoccupazione, corruzione, libertà di informazione, omofobia, precarietà economica, partecipazione alla vita democratica, lunghezza dei processi civili e penali. Avevamo alcune eccellenze, come la scuola e la sanità pubbliche: stiamo svendendo anche quelle. I pasdaran del PD, che da una settimana tuonano contro il M5S per la bocciatura del supercanguro, sono da anni sempre in prima linea quando si tratta di smantellare lo Stato. Che siano loro a sbraitare e ad indignarsi è davvero rivoltante e dovrebbe far riflettere.

Chiudo con la solita catalanata: se il PD porta il DDL Cirinnà in Senato e cerca di farlo approvare chiedendo l’appoggio di chi ci sta emendamento dopo emendamento, è possibile che venga depotenziato lungo il cammino – per quello che mi riguarda, più probabilmente a causa dei cosiddetti cattodem che di altri. Se lo ritira e riscrive la legge con Alfano, Formigoni e il resto di CL, il problema non si pone nemmeno: la svendita del testo è sicura. Perché nel partito nessuno, nemmeno Monica Cirinnà, lo fa notare?

Dal che la domanda, che in fondo è sempre la stessa: l’obiettivo del PD è solo governare o vuole anche provare a fare qualcosa?

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