Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Fatemi capire meglio questa storia.

Mentre si discuteva la legge sulle unioni civili, in particolare per le coppie omosessuali, con opportunità di adozione del figlio del partner, i gruppi che si battono per discriminare le persone sulla base del loro orientamento sessuale hanno imperversato dappertutto. Siccome, salvo qualche eccezione, non avevano il coraggio di presentarsi apertamente come omofobi e di convocare una manifestazione dichiaratamente contro le unioni omosessuali, hanno tentato di mascherare la loro omofobia da difesa dei bambini, delle tradizioni e dell’impianto di società basato sulla famiglia intesa come padre, madre e figli, ed hanno quindi almeno superficialmente evitato l’obiezione ponendosi su una linea a favore di qualcosa – ancorché di un concetto conservatore, retrogrado e passatista.

C’è stato dunque il Family Day. Sul palco abbiamo apprezzato personaggi di vari livelli di squallore sdottorare sull’inferiorità e sulla necessità di sottomissione della donna, sui fini meramente riproduttivi del matrimonio, sulla necessità di fare sesso solo per fare figli, per giustificare l’opinione che qualunque altra formazione sociale non è una famiglia e dunque non può ad essa essere paragonata, si può accontentare di un riconoscimento di serie B e deve anche ringraziare. In occasione di quest’ignobile carnevalata, la destra è ovviamente accorsa in massa; in particolare, una personalità politica di second’ordine ma fortemente convinta di essere una grande statista, Giorgia Meloni, ha pensato bene di annunciare al mondo di essere incinta.

Ora, non essendo la Meloni sposata ed avendo dato notizia della gravidanza al Family Day, nei giorni successivi è stata oggetto di ironie di ogni sorta, che organi di stampa compiacenti e una manica di cialtroni persuasi di essere dei paladini dei diritti delle donne hanno classificato come sessisti. Adesso, circa un mese e mezzo dopo, mentre a Roma il cosiddetto centro-destra è alla canna del gas e si sta scannando su un possibile candidato al ruolo di sindaco, la Meloni ha avanzato la propria candidatura. Prontamente i suoi alleati le hanno replicato che, ora che è incinta, è il caso che pensi a fare la mamma. Giorgia Meloni ha risposto stizzita che una donna può fare entrambe le cose, ma la destra nel suo insieme ha ribadito impassibile: meglio che faccia la mamma.

Ora, è assolutamente ovvio che un discorso di questo tipo è scandalosamente sessista. Quello che mi chiedo è cosa facesse Giorgia Meloni quando, al Family Day a cui lei si trovava, veniva incensato il modello di famiglia in cui la donna sta a casa con i figli e si prende cura del marito. Quando l’Italia che una settimana prima aveva partecipato al flash-mob a favore delle unioni civili sosteneva che il Family Day proponeva una visione medievale della società, Giorgia Meloni era troppo impegnata ad attaccare i bambini con due papà per accorgersi di essersi alleata con sciovinisti che la vorrebbero a casa a fare la calzetta. Qualcuno ha provato a farglielo notare, ma lei ha preferito continuare con slogan ed insulti, se ben ricordo.

Arrivo dunque finalmente ad enunciare quello che non ho capito, quello che vorrei qualcuno mi aiutasse a comprendere. La mia domanda è: Giorgia Meloni, dopo aver passato mesi a tuonare contro i diritti civili, contro una visione della vita diversa dalla sua, contro situazioni familiari irrilevanti perché riguardanti un numero di casi infinitesimo, che cazzo vuole di preciso?

In realtà poi di dubbio ne ho un altro: Giorgia Meloni fa il possibile per sbandierare che la sua gente è quella secondo la quale il modello ideale di famiglia è composto da un uomo e una donna sposati in chiesa, con la moglie sottomessa al marito. Lei è incinta e non è sposata, e da incinta vorrebbe fare carriera. Perché la sua gente dovrebbe votarla? E quindi, perché si vuole candidare?

Annunci