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Un mio amico ha deciso di iniziare a prendere lezioni di canto: è intonato e ha tanta voce, quindi faccio da ora le condoglianze ai suoi vicini. Ieri mi ha comunicato che la tizia che cercherà di educare la sua ugola gli ha chiesto di portare due canzoni, in modo che possa capire che cosa intende imparare, cosa vorrebbe cantare.

Chiunque abbia avuto la fortuna di passare su queste pagine potrebbe avere il vago sospetto che adoro le voci femminili. Anneke Van Giersbergen, Victoria Lloyd, Marcela Bovio probabilmente su tutte, ma tante, tante altre (recentemente ho scoperto Lhasa. Marie Fisker e Rosalie Cunningham dei Purson). Amo le voci malinconiche, scure, tristi, non tollero il cantato accademico, i gorgheggi e l’ostentazione. Ovviamente non mi piacciono gli uomini che cantano nello stesso modo delle donne – un uomo che canta come Victoria Lloyd mi risulterebbe insopportabile.

Quando mi sono chiesto quali canzoni segnalerei a qualcuno che mi chiedesse cosa vorrei cantare, mi sono subito venuti in mente Bono e Mick Jagger: nessuno dei due è tecnicamente impeccabile (anzi…), ma tutti e due mi piacciono molto come interpreti. Brani come “New year’s day“, “The unforgettable fire“, “Bullet the blue sky“, “Hawkmoon 269“, “Until the end of the world” per il primo, “Gimme shelter“, “Lady Jane“, “Ventilator blues“, “Love is strong“, “Start me up“… Adoro come usano la voce, il loro piglio graffiante ed aggressivo, terribilmente di pancia, e come lo sposano alla loro musica, alla musica che chiedono alla band.

Ho poi pensato a due personaggi meno scontati: Brendan Perry dei Dead Can Dance e Nick Cave. Voci basse, cupe, dimesse, drammatiche, bellissime. “Enigma of the absolute” e “The mercy seat“, “In the wake of adversity” e “Henry Lee” (con P.J. Harvey, cazzo!). Che meraviglia! Due uomini che riescono ad emozionarmi in registri e stili che di solito considero esclusivamente femminili.

Infine mi sono ricordato di uno con una voce, una maniera di usarla, ed in generale una capacità di esprimersi che ucciderei per poter pareggiare: Lindsey Buckingham. Chitarrista e vocalist dei Fleetwood Mac, autore principale e vocalist su pezzi come “Tusk“, “Go your own way“, “Big love“, ma soprattutto “I’m so afraid“. Nella versione dal vivo nel tour di reunion del 1997, sette minuti pazzeschi, da standing ovation – infatti buona parte del pubblico alla fine si alza in piedi ad applaudirlo. Pazzesco, mostruoso.

Ecco, se potessi scegliere (e no, non posso, con la mia voce ed il mio orecchio decisamente non posso) direi che voglio cantare ed esprimermi esattamente come lui.

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