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Ecco un esempio di come adattamento e doppiaggio in italiano non funzionino.

Il film è “Iron Man”, la scena è quella in cui Tony Stark si presenta ad una serata di gala ed invita miss Potts a ballare. Mentre ballano, miss Potts si sente a disagio perché sta ballando col capo davanti ai colleghi, tra l’altro in un abito con scollatura vertiginosa; Stark minaccia scherzosamente di licenziarla per tirarla fuori dall’imbarazzo, e lei gli replica che lui non è in grado di curare i suoi affari senza di lei. Stark risponde che senza miss Potts durerebbe una settimana. Miss Potts lo guarda con fare condiscendente. Il dialogo, in versione originale, prosegue con questo scambio di battute.

“What’s your social security number?”
“Five!”

Miss Potts risponde che cinque è giusto, mancano solo un paio di cifre. Nell’adattamento italiano il medesimo scambio è:

“Qual è il suo numero di codice fiscale?”
“Cinque!”

Vediamo meglio.

Ricordo che miss Potts è interpretata da Gwyneth Paltrow, una che parla spesso nervosamente e freneticamente. Non è il suo modo di interpretare il personaggio, è proprio il suo modo di recitare, se non proprio di essere.

Ovviamente la traduzione letterale di “social security number” è “numero di previdenza sociale”, non “numero di codice fiscale”. Però l’adattamento è lecito, anche perché c’è la necessità di far dire alla doppiatrice di miss Potts qualcosa di più breve e meno intricato per seguire il parlato velocissimo della Paltrow; faccio comunque notare che alla fine della fiera si risparmia solo una sillaba, e comunque sono due in più che in inglese: se si fosse voluto accorciare la battuta sarebbe stato sufficiente far dire al doppiatore “qual è il suo codice fiscale?”.

Tutto questo risponde all’esigenza di avere doppiatori che scandiscono le parole, oltretutto con una dizione scolastica ed innaturale, invece di parlare come se stessero veramente conversando. Ad ogni modo, non essendo il numero di previdenza sociale il vero argomento della scena, né in qualche modo rilevante nel prosieguo del film, va benissimo tradurre in modo non letterale.

Ma allora perché far rispondere a Stark “cinque”? La sincronizzazione con il labiale di Robert Downey Jr sarebbe stata molto migliore se si fosse adattato con “sei”. La traduzione di “social security number” in “numero di codice fiscale” dimostra che l’adattamento non passa necessariamente per la traduzione pedissequa dei singoli concetti, quindi perché poi tradurre letteralmente un numero che non ha nessuna rilevanza né nella scena né nel prosieguo del film?

I dubbi sulla qualità di adattamento e doppiaggio in italiano di film e telefilm stanno tutti in questa semplice domanda.

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