Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Quando nel mese di giugno PD e M5S si sono trovati al ballottaggio per l’elezione del Sindaco di Roma, il candidato del Partito Democratico ha adottato una strategia comunicativa geniale: non ha parlato di altro che di Olimpiadi. Non di quelle che si preparavano a Rio De Janeiro, no, di quelle del 2024 per cui Roma potrebbe ipoteticamente candidarsi. E, si noti, Giachetti non ha presentato un piano economico-industriale per sponsorizzarle, si è limitato a ripetere per una dozzina di giorni come un invasato che la Raggi non capiva niente ad osteggiare la candidatura, che era antistorica e voleva buttare dalla finestra un’occasione ghiotta per le casse e la cittadinanza romana.

Perché, su quali basi, lui ritenesse che le Olimpiadi sarebbero un’occasione per Roma, non è dato saperlo.

Ora, potrei parlare dell’enorme sequela di cialtronerie che sta accompagnando l’ipotesi di candidatura per i Giochi del 2024: potrei parlare di esponenti del PD e giornalisti di area che, dopo aver ringraziato con la lingua per terra Mario Monti per aver stoppato tali velleità quando era capo del governo, ora attaccano la Raggi con la bava alla bocca perché fa lo stesso; potrei parlare del commissario del PD romano che fa più o meno la stessa cosa, dimenticando che un tizio del suo partito governava la sua città ed era favorevole ai Giochi prima che lui lo facesse sfiduciare; potrei parlare del segretario nazionale del medesimo partito che fa passare il messaggio che se la Raggi ritira la candidatura i fondi per la città diminuiranno sensibilmente.

Il punto però è un altro ed è duplice. Da un lato, nel momento in cui un candidato sindaco punta tutta la sua campagna elettorale sulla volontà di portare avanti la candidatura della Capitale ai Giochi del 2024 e prende il 30% alle urne, l’orientamento dei cittadini romani mi sembra piuttosto chiaro – con buona pace di chi continua a parlare di referendum, per il quale peraltro nessuno ha seriamente pensato di provare a raccogliere le firme. Dall’altro, vogliamo discutere di Olimpiadi? Benissimo: chi vuole candidare Roma, presenti un piano economico e vediamo cosa ne viene fuori.

Ora, è notorio che i Giochi olimpici degli ultimi anni sono stati un problema finanziario per tutte le città che li hanno ospitati, con un rapporto medio tra costi effettivamente sostenuti e costi preventivati pari al 180%. Atene è quella che ha fatto la figura peggiore, finendo in un rosso spaventoso, presentandosi al mondo con gli impianti incompleti e dando il La a problemi di cui non si vede la fine. A Rio De Janeiro non è andata molto meglio, persino a Londra le cose non  sono andate un granché.

Nel frattempo, in Italia ci sono state le Olimpiadi invernali del 2006, che hanno lasciato Torino con uno Stadio Olimpico virtualmente inutilizzato e poco altro, visto che il Sestriere aveva infrastrutture più che discrete e per quasi tutto il resto si sono utilizzati impianti provvisori. Roma invece è una città che andrebbe quasi interamente rifatta: c’è il problema dell’immondizia, l’asfalto è un disastro in una percentuale sconfortante delle strade, le direttrici di traffico sono inadeguate ed intasate a qualsiasi ora del giorno, i trasporti pubblici sono inefficienti ed avrebbero bisogno di investimenti massicci visto che quasi metà del parco autobus è inutilizzabile, gli impianti sportivi se va bene sono vecchi (stadio Olimpico), altrimenti sono dismessi e vanno ricostruiti da zero. L’ultima volta che Roma ha ospitato un evento sportivo, i Mondiali di nuoto del 2009, ha dovuto dirottare le gare in strutture posticce perché quelle che si intendeva realizzare erano molto lontane dal completamento anche anni dopo. Inoltre in Italia l’anno scorso è stato organizzato Expo, che ha sicuramente chiuso in perdita, anche se non si sa di quanto visto che ad un anno dalla chiusura i bilanci sono top secret, con un indotto turistico ridicolo e con qualche bella inchiesta per mazzette e associazione mafiosa aperta dalla Magistratura.

Per queste ragioni, se vogliamo discutere di un piano economico legato alle Olimpiadi, e discuterne seriamente, il piano deve essere realistico. Non voglio vedere il solito diario dei sogni: voglio vedere un progetto in cui sono chiaramente indicate le realistiche ipotesi di cifre che finiranno in corruzione e in mano alla mafia, di persone che finiranno sotto inchiesta, di blocchi ai lavori per le infrastrutture, di ritardi effettivi rispetto ai piani iniziali. Senza un piano del genere, la discussione non inizia neanche. Con un progetto che dimostri come anche con tutti questi problemi si può ristrutturare una parte di Roma senza andare a gambe all’aria, forse possiamo almeno sederci a discutere. Per favore, non pigliamoci per il culo.

Annunci