Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ieri, lunedì 14 novembre, c’è stata la Superluna. Vediamo meglio.

La Luna compie la rivoluzione attorno alla Terra seguendo un’orbita ellittica, che ha un punto (detto perigeo) in cui è più vicina al nostro pianeta ed uno (detto apogeo) in cui è più lontana. Durante questa rivoluzione si alternano le fasi di novilunio e plenilunio. Siccome le fasi lunari e la rivoluzione attorno alla terra non si compiono esattamente nello stesso periodo, la Luna è nuova, al primo quarto o piena a distanze sempre diverse dalla Terra. Ieri sera, la Luna era piena e si trovava al perigeo: in altre parole, la Luna era nel punto più vicino alla Terra quando era piena, il che significa che era nelle migliori condizioni possibili di osservabilità.

Scientificamente parlando, questo evento è di scarso interesse, perché la distanza tra la Terra e la Luna varia al massimo di circa il 14%, il che significa che la Luna piena di ieri sera era più grande del 14% della più piccola Luna piena possibile, e solo del 7% rispetto alla Luna piena media. Dal punto di vista della luminosità, si parla di cifre più rilevanti, dell’ordine del 30%. Nessuna vera Superluna, quindi: soltanto un plenilunio leggermente più grande ed un po’ più luminoso del solito.

Il gruppo astrofilo che frequento, l’Accademia della Stelle, aveva organizzato un evento osservativo pubblico, mettendo a disposizione competenze e telescopi, nella sua sede abituale, il cortile della parrocchia di San Gregorio Barbarigo vicino alla fermata metro Laurentina, a Roma, dandone avviso tempestivo via Facebook. Per ragioni legate alle assurde dinamiche della rete, l’evento aveva raggiunto una popolarità spropositata, con migliaia di persone interessate e centinaia di possibili visitatori. L’Accademia delle Stelle era stata contattata da diversi canali informativi, compresa un’intervista andata in onda su Radio Dimensione Suono. La Rai aveva addirittura mandato una troupe per collegarsi in diretta durante un programma di divulgazione astronomica.

Durante uno dei due collegamenti abbiamo assistito ad un crollo dello stesso, causato dalla fine della carica delle batterie della macchina da presa. Una roba che se fosse capitata a me con la reflex digitale durante una gita a Caprarola, tutti i miei amici avrebbero iniziato a ridere e non avrebbero mollato la presa per ore. Una roba che non sarebbe mai successa a nessuno dei tizi, tutti semplici appassionati, che ieri avevano messo a disposizione i loro telescopi per l’evento. Inoltre, la giornalista che ha intervistato Paolo Colona, astrofisico e direttore dell’Accademia, non si era presentata munita di una qualche nozione sull’evento che era stata mandata a coprire; ha dunque fatto domande generiche, di nessuna profondità, limitandosi ad aspetti triviali o di colore, invece di chiedere qualcosa di un qualche interesse divulgativo.

C’è da notare una cosa: nonostante il battage mediatico, alla fine a Laurentina si sono presentate svariate decine di curiosi, nella stragrande maggioranza persone mosse da un interesse sincero per quello che succedeva. Nessun (o quasi nessun) losco individuo che era lì semplicemente perché la faccenda era diventata una specie di evento mondano. Tutto ciò forse era anche dovuto al fatto che le previsioni meteo erano scoraggianti (nella migliore dell’ipotesi, che poi si è verificata, coperto all’inizio, variabile durante la serata e successivo miglioramento), sta di fatto che il pubblico della Superluna è stato un pubblico civile, attento e pronto a farsi coinvolgere da spiegazioni ed approfondimenti, a stare a sentire chi aveva qualcosa da raccontare ed a fare domande, che spesso denotavano curiosità e finanche una potenziale passione per l’astronomia.

Detto in altre parole, sarebbe bastato prendere a caso una delle persone presenti a San Gregorio Barbarigo e metterla al posto della giornalista Rai per ottenere un’intervista più brillante, interessante ed intelligente. Perché il problema è che molti pensano che i giornalisti siano una pletora di venduti, quando in realtà spesso si tratta solamente di persone senza nessuna competenza sugli argomenti di cui sono chiamati a parlare e senza nessuna voglia od incentivo a colmare le loro lacune.

Spesso si vede prostituzione intellettuale dove c’è solo faciloneria ed incompetenza.

Annunci