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Sono stato invitato ad una conferenza di astronomia da un mio amico, Dottore di Ricerca in astrofisica. Sono andato, la conferenza – che, stando al programma, avrebbe dovuto mostrare e raccontare fotografie astronomiche, invece ha proposto una serie di banalità e di notizie di quarta mano, condite da un fumoso discorso sulla ricerca di pianeti extra-solari simili alla terra con fantascientifici fini di colonizzazione tipo “The songs of distant earth” – è stata piuttosto modesta, ma il punto non è quello. Il punto è che dopo la conferenza mi sono intrattenuto con il mio amico ed altre persone da lui invitate, ed è stata una mezz’ora difficile.

Dopo due chiacchiere generali, le quattro persone che con me avevano lasciato il teatro dove si era tenuta la conferenza per andare a caccia di qualcosa da mangiare hanno iniziato a parlare tra loro. Ora, dovrei a questo punto far presente che una delle quattro era un prete (a mia discolpa argomento che nessuno mi aveva detto che ci sarebbe stato un prete). Le altre due, due donne, una molto carina. L’argomento della loro conversazione, le loro riunioni presso un’associazione pro-vita all’interno dell’università, ed i loro rapporti con i contestatori.

Ho assistito a tutto il repertorio: posizioni antiabortiste e contrarie al testamento biologico; opinioni omofobe; concezioni delle libertà civili da anni cinquanta; idea retrograda della donna; opinioni sul mondo destituite di ogni fondamento. Mentre questo avveniva, onde evitare una litigata che si sarebbe sentita fino a Firenze, mi sono progressivamente estraniato, soprattutto quando il prete ha definito il partito Linke tedesco come un partito di sinistra “radicale”, quando gli unici radicali in realtà sono loro. Le mie braccia si sono infine staccate dalle mie spalle ed hanno raggiunto la cantina quando qualcuno si è lamentato della scarsa propensione al dialogo di chi ha opinioni contrarie alle loro, come se l’omofobia, il sessismo e la richiesta di negazione dei diritti civili fossero opinioni.

Ché poi, sia chiaro: è stupido vietare di esprimere certi concetti, per quanto gravi, per legge. È inutile rendere illegale l’apologia di fascismo o l’omofobia: bisognerebbe intervenire a fondo nell’educazione delle persone, in modo che capiscano chiaramente che certe posizioni sono contrarie all’idea di società civile ed alla libertà individuale – altro che pensiero unico, si tratta di mettere le persone nelle condizioni di capire che l’accettazione reciproca è l’unica strada alla convivenza.

La cosa che mi ha lasciato più amarezza è stata che queste posizioni, retrograde ed anti-scientifiche, fossero non solo condivise, ma propugnate da un PhD in fisica – uno scienziato. Uno così dovrebbe conoscere ed accettare il metodo scientifico, perché presumo ne accetti i risultati quando riguardano il suo ambito – altrimenti, che se ne fa di una bibliografia? E allora, qual è il punto? Che quando il metodo scientifico permette di concludere che l’omosessualità è perfettamente naturale e che i bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali non hanno problemi specifici, smette di essere valido? Che tra una serie di procedure su cui si basa la scienza ed i pregiudizi, quest’uomo sceglie i pregiudizi? E perché?

Per quello che mi riguarda, i casi sono quattro: 1) non ha la minima idea dei risultati scientifici sull’omosessualità; 2) ne ha un’idea, ma crede che non siano scientificamente validi, magari li considera pilotati; 3) non crede davvero nel metodo scientifico; 4) ci crede e sceglie razionalmente di ignorare i risultati che non gli piacciono.

Nel primo caso, è un poveretto che si informa per sentito dire, manipolato e strumentalizzato, e non ha una coscienza di sé come essere senziente al di fuori del suo lavoro; nel secondo, è uno che si è bevuto qualche bufala su fantomatiche lobby gay e teorie gender, uno scienziato complottista, quindi non uno scienziato; nel terzo, è un professionista che recita una parte, e di conseguenza un pessimo scienziato; nel quarto, è un integralista che sceglie arbitrariamente di considerare inferiori e discriminare intere categorie di persone. In qualunque caso, è una persona che sceglie consapevolmente di fare un utilizzo utilitaristico ed estremamente superficiale della propria intelligenza; uno che ha passato la vita a studiare e ha solo imparato una montagna di nozioni, senza ragionare sulle loro conseguenze. Uno stupido col quoziente intellettivo di un genio.

Uno con cui non so cosa fare, se non salutarlo e passare oltre.

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