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Dal momento dell’approvazione della norma che vieta l’ingresso negli Stati Uniti a persone nate in 7 paesi compresi tra l’Africa nord-orientale ed il Medio Oriente, gira, in diverse declinazioni, un concetto sconfortante ai limiti del razzismo: l’idea che il cosiddetto Muslim Ban (lo chiamo così per semplificare e farmi capire, ben sapendo che è un’espressione ipocrita e razzista, che il divieto di ingresso non ha niente a che fare con la religione musulmana e che una generalizzazione di questo tipo serve soltanto a demagoghi xenofobi come Trump e Salvini) avrebbe come effetto la radicalizzazione dei musulmani contro gli Stati Uniti.

Io sono un cittadino italiano perfettamente consapevole che Donald Trump è uno stronzo razzista, ignorante, violento e pericoloso, l’uomo sbagliato al posto sbagliato; sono anche perfettamente consapevole che, con tutti i limiti della scarsa affluenza e del fatto che ha preso meno voti di Hillary Clinton, è stato votato da una larga fetta della popolazione degli Stati Uniti, che pertanto tratto con diffidenza – pur consapevole che l’alternativa era una donna delle lobby che, in quanto opposta ad un imbecille di tale caratura, sarebbe poi stato impossibile criticare. Se domattina l’amministrazione americana dovesse chiudere le frontiere a turisti e migranti italiani, non radicalizzerei il mio sentimento nazionalista anti-americano: la troverei una trovata bislacca, offensiva, anacronistica e profondamente cretina, ma non diventerei un fascistello con il tricolore sulla manica e non inizierei a predicare la distruzione dell’America.

L’idea che i musulmani dovrebbero radicalizzarsi contro gli Stati Uniti perché un deficiente, eletto da una porzione della popolazione composta da semianalfabeti edonisti, chiude le frontiere nei confronti di sette paesi a maggioranza musulmana, sottintende una concezione del musulmano tipo che rasenta il cavernicolo: disinformato, manipolato, sempre pronto ad odiare qualcuno, che muove le proprie percezioni all’interno di una massa compatta, uniforme, intrinsecamente violenta ed acritica. Il che somiglia molto di più alla definizione di “elettore di Trump” (e di Salvini), che di “musulmano”.

Se io fossi un musulmano, come prima cosa mi aspetterei che si contestasse l’utilizzo dell’espressione “Muslim Ban” per il provvedimento, perché si tratta di una paraculata demagogica inutile che finge di prendere a cuore il problema del fondamentalismo islamico, di cui i musulmani sono le prime vittime, prendendo per il culo qualche miliardo di individui e creando problemi kafkiani a qualche migliaio di poveracci in larga parte musulmani, non di una misura contro i musulmani. In secondo luogo, mi augurerei che il mio ipotetico paese di origine, che fosse l’Iran, la Somalia o la Siria, prenda le opportune contromisure, a livello diplomatico ed economico, ad esempio rispedendo a casa gli ambasciatori USA, rifiutandosi di vendere ad aziende americane il petrolio nazionale e chiedendo salatissime imposte alle potentissime multinazionali statunitensi, sia per vendere i loro prodotti che per produrli in loco con manodopera a basso costo.

Se fossi un musulmano, però, mi aspetterei anche un’altra cosa: che a soffiare sul fuoco dell’odio anti-islam dell’amministrazione americana siano prima di tutto proprio i fondamentalisti islamici, utilizzando il cosiddetto Muslim Ban come prova che l’America, e tutto l’Occidente per estensione, ce l’ha con i musulmani, alimentando desideri di vendetta e di distruzione in chi è abbastanza disperato e disinformato da starli a sentire. In realtà me lo aspetto anche da italiano, ed il fatto che in Occidente giri la preoccupazione che tutto ciò porti a radicalizzare miliardi di musulmani è offensivo, razzista e piuttosto squallido.

Non c’è niente da fare: anche quelli che si ritengono più evoluti, quando si tratta di parlare di musulmani, cedono alla tentazione di generalizzare, banalizzare e soprattutto considerarli alla stregua di un gregge di pecore.

Il cosiddetto Muslim Ban fa un favore a fondamentalisti ed amenità contigue? Certo che sì, dà un supporto oggettivo alla teoria della persecuzione contro di loro. Radicalizza i musulmani presenti in America, Stati Uniti, e finanche quelli nei paesi colpiti dal blocco? Cerchiamo di non essere ridicoli.

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