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Trovo francamente piuttosto naif tutta questa sottintesa sorpresa mista a disgusto che accompagna la apparente ripresa della destra, dove per “destra” si intendono Salvini e il redivivo (anche perché mai veramente redimorto) Berlusconi, osservata nel primo turno delle elezioni amministrative. Dal mio canto, non capisco cosa ci si potesse aspettare di diverso. Per diversi tipi di ragioni. Vediamo meglio.

Come al solito, l’astensione è su livelli impensabili sono una quindicina di anni fa. Ora, sostanzialmente dal 1994 la vita politica italiana è stata incentrata su un solo personaggio, Silvio Berlusconi; nella sua ombra ha vivacchiato tutta una serie di personaggi minori, chi stando dalla sua parte chi fingendo di opporglisi. Dal 2013, un tizio di nome Matteo Renzi ci ha raccontato di averlo fatto fuori, mentre in realtà ci ha fatto un accordo, per cui Berlusconi, che, va ricordato, è ancora proprietario di reti televisive e giornali, ha sempre limitato gli attacchi e la delegittimazione nei suoi riguardi perché il principino del PD non sembrava intenzionato a creargli problemi. Nel frattempo, però, Renzi si è dimostrato, in tre lunghi anni, di una spocchia paragonabile a quella del predecessore e se possibile ancora più inetto ed incompetente. Lo stesso è successo col M5S (ometterò qui qualsiasi discorso, che pure sarebbe da fare, su come la stampa sia in grado di far sembrare ingigantite le pur colossali inettitudini di Raggi, Appendino, Di Maio e compagnia altezzosamente predicante).

Ora, sia il PD renziano che il M5S hanno sempre, con una certa pervicacia ed una spocchia degna di miglior causa, spiegato all’elettorato che loro non sono di sinistra, e che fanno bene a non esserlo: le ideologie sono morte, chi si ispira ad ideali marxisti o keynesiani è fuori dalla storia, e comunque le elezioni si vincono al centro, e magari pure a destra, viva la Clinton e abbasso Sanders (infatti poi abbiamo visto come ha vinto, la Clinton), viva Macron e abbasso Corbyn, viva il PSOE e abbasso Podemos. Da tempo c’è una gran corsa a conquistare l’elettorato cosiddetto “moderato”, che in realtà è una rissa per convincere chi è fondamentalmente di destra ma non lo ammette pubblicamente, ignorando completamente quello schierato ideologicamente a sinistra, perché tanto si dà per scontato che un partito che in pubblico polemizza coi deliri di Salvini catalizzi automaticamente la preferenza di chi si dichiara, ad esempio, antirazzista.

Il punto però è che a forza di governare con la destra, fare le moine alla destra, cercare di piacere alla destra e soprattutto assumere posizioni e varare provvedimenti palesemente di destra, come il Jobs Act ed il decreto Minniti, l’elettorato di sinistra stenta a vedere delle vere differenze tra Salvini e la Meloni da un lato e Renzi e Gentiloni dall’altro. Quindi, semplicemente, in assenza di alternative (che ci sarebbero, come Civati e Fratoianni, ma sui giornali e in televisione non devono comparire per quello che sono, altrimenti poi la truffa la capiscono tutti), le persone di sinistra smettono di andare a votare. Nel frattempo, a forza di dimostrarsi completamente inetti ed incapaci, va a finire che la destra i voti degli elettori di destra se li riprende.

Insomma, inettitudini di destra per inettitudini di destra, tanto vale votare direttamente, non tanto per l’inetto originario, quanto per quello che si dichiara apertamente di destra e, ad esempio, combatte l’aborto e le unioni omosessuali, invece di uno che non combina niente lo stesso, ma coccola, per convincere i sette elettori di sinistra rimastigli, un tipo di diritto civile incompatibile con le concezioni medievali dei conservatori italici.

Quindi, quelli di sinistra hanno capito l’inganno e smettono di votare, quelli di destra hanno capito che le alternative sono incapaci quanto Berlusconi se non peggio e tornano all’ovile: risultato, Berlusconi riguadagna quattro voti, l’astensione aumenta soprattutto tra gli ex elettori dei suoi cosiddetti avversari. I risultati mi sembrano sotto gli occhi di tutti.

Dal che la domanda: ma il PD e il M5S, fatti salvi i tifosi e le persone che fanno politica per interesse personale, esattamente chi li dovrebbe votare?

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