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Notizie da Cialtronia. Nel paese dei nostri incubi, al cui mondo calcistico faceva spesso riferimento Stefano Olivari, una volta c’era una coppia sposata che stava attraversando una crisi: più precisamente, la moglie della coppia, Rambla, voleva lasciare il marito Lavapiés, che non era per niente d’accordo. All’epoca degli avvenimenti che stiamo narrando, Cialtronia non era un paese moderno, ed il divorzio in generale non esisteva: esistevano i tribunali che decidevano caso per caso, a seconda delle motivazioni.

Uno dei problemi principali della questione era che Rambla, grazie al suo percorso di studi ed alla sua gavetta, guadagnava un sacco di soldi, ma la comunione di beni la costringeva a dividerli con Lavapiés, il quale aveva l’obbligo morale di usarne una parte per mantenere la sua famiglia d’origine, che comprendeva anche membri molto poveri come, mentre Rambla per i suoi introiti aveva ben altri progetti, tra i quali, almeno idealmente, aiutare a sua discrezione i bisognosi, che a Cialtronia peraltro non mancano mai. Inoltre, Lavapiés doveva rifondere i debiti contratti con una potente e vendicativa donna straniera, Bicié. E insomma, Rambla voleva diventare padrona del proprio destino, fino a tentare di trattare personalmente con Bicié la sua parte di debito, anche se Bicié non sembrava molto propensa a considerare Rambla un interlocutore valido una volta sciolto il matrimonio.

Il fatto però era che il tribunale di Cialtronia non considerava le motivazioni economiche una giusta causa di divorzio. Un giorno Rambla decise, nonostante le condizioni avverse, di prendere e lasciare Lavapiés in modo unilaterale, senza il consenso dello stesso, né del tribunale del divorzio. Lavapiés, dopo aver passato anni ad ignorare le richieste di soldi ed attenzioni di Rambla, perse completamente la testa e massacrò Rambla di botte. L’aspetto grottesco dell’aggressione è la persona che voleva scappare veniva pestata dalla persona che voleva tenerla al suo fianco – al di là dell’ovvia ed assoluta gravità del pestaggio, davvero una strategia raffinata. Purtroppo a questo punto la storia si interrompe, perché non è ancora stato scoperto che cosa successe in seguito a Rambla: quello che si sa è che, dopo il pestaggio, non solo parecchi amici, ma finanche alcuni famigliari di Lavapiés avevano iniziato a capire le ragioni di Rambla ed iniziarono a farsi qualche domanda sul loro capofamiglia.

Quello che abbiamo capito, al di là di ogni possibile dubbio, è che se Rambla è una donna capricciosa ai limiti dell’avventato, Lavapiés è un idiota, inadeguato, privo di autocontrollo, squadrista e violento, incapace di ascoltare, uno che di fronte ad un problema si chiude e chiama gli sgherri. Uno che, per prima cosa, la sua famiglia deve rimuovere e sostituire immediatamente, non tanto e non solo, oramai, perché è un inetto completo che non è nemmeno capace di evitare le ire di Bicié e le sue conseguenti rappresaglie, ma soprattutto perché la famiglia deve recuperare una credibilità che con i pestaggi ha miseramente e squallidamente perso.

Rambla non ha mai davvero avuto un motivo per andarsene. Pretesti, ne ha cercati tanti: il voler utilizzare i soldi come voleva lei, purché non se ne avvantaggiassero i parenti di Lavapiés, come se Giralda, Mezquita o Alhambra fossero persone indegne; la corruzione del marito, come se lei credesse veramente di esserne immune nei secoli a venire; la subalternità di Lavapiés verso Bicié, come se, volendo restare nello stesso giro, lei pensasse davvero di essere in grado di parlarci da pari a pari; e via dicendo. Ma non era mai stata oppressa, discriminata o maltrattata, almeno prima del mese scorso.

Adesso, grazie al fatto che nel cervello di Lavapiés comanda un cretino, il motivo ce l’ha, perché le botte non possono essere accettabili, e la combinazione tra irrisione e botte è anche peggio, a maggior ragione se poi i parenti più stretti di di Lavapiés fanno finta che non sia successo niente. Questo lo sa Rambla e probabilmente lo sa anche il tribunale del divorzio.

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