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Con difficoltà, un annullamento improvviso e successivo miracoloso recupero, abbiamo dunque chiuso la stagione novembrina dei concerti: 4 in circa due settimane, l’ultimo mercoledì 22 sera, quello di Elle Mary And The Bad Men, che presentava il suo primo album in un concerto gratuito molto intimo.

Parlando di concerti che sono andato a vedere volontariamente (cioè, non di gente che mi sono trovato ad ascoltare per caso mentre mi trovavo in un posto che offriva musica dal vivo), probabilmente questo è stato quello con la minore affluenza di pubblico: anche meno delle circa 35 persone che sono con me state travolte da Lady Lamb al Bitterzoet di Amsterdam nel settembre 2015 e delle certamente meno di 50 accorse al Blackmarket a vedere Jesca Hoop nel maggio scorso. D’altra parte, è stato un concerto sofferto, nel senso che era originariamente stato previsto allo stesso Blackmarket da Unplugged in Monti per lunedì 20, poi qualcosa è andato storto ed è stato annullato, e solo mercoledì in tarda mattinata si è saputo che sarebbe stato recuperato con ingresso gratuito al Blackmarket Hall la sera stessa.

Elle Mary, all’anagrafe Elin Rossiter, è una giovane tizia che suona chitarra e tastiere e fa musica con un batterista ed un bassista. La sua discografia consta di un album 9 pezzi erratici dallo sviluppo creativo ed imprevedibile, ma sempre pervasi da un’atmosfera complessivamente malinconica, un cantato liquido e un sound tra l’indie-rock ed il blues-rock. Ricorda vagamente, per sensazioni e timbro vocale, l’ottima Alice Phoebe Lou, transitata per Roma nel settembre scorso, anche lei per un live gratuito con pubblico selezionato, ma un po’ meno di quello di mercoledì sera.

Il Blackmarket Hall è un pub su più piani, con una bellissima sala adibita a micro-live, nella quale sono apparecchiati alcuni tavoli, un bancone ed un enorme divano ad angolo che occupa una quantità inusitata di spazio, e che confina con uno spazio all’aperto ed un’altra sala laterale. Questo per dire che di per sé il luogo dove il concerto si è tenuto è quanto di peggio gestito in termini di spazio, eravamo forse in 25-30 e stavamo scomodi.

Elle Mary sostiene di non scrivere musica con fini di catarsi, ma che lo fa in modo molto consapevole, lentamente; riferisce che le sue canzoni prendono forma dopo processi di razionalizzazione, tanto è vero che il processo di composizione e registrazione del suo disco di debutto è durato tre anni, e che sono molto più una narrazione del suo rapporto con quello che le succede e con la vita in genere che una reazione a mente calda. Niente dilaniamenti alla Lady Lamb, ma consapevolezza e ragionamento.

Elin Rossiter è dunque davvero una persona scura e malinconica, o almeno questo è il suo rapporto col mondo. È anche una persona che per raccontarsi sceglie forme compositive pindariche e creative, con musicisti di livello che le sanno stare dietro e le offrono un accompagnamento all’altezza dei suoi cambi ritmici. Sembrerebbe in questo avere un punto di somiglianza con miss Aly Spaltro, ma ad un ascolto più attento si riconosce che l’umore dei suoi pezzi è costruito molto più razionalmente rispetto alle violente montagne russe del piccolo genio del Maine.

Dal vivo, Elle Mary ha fatto un’ottima, ma davvero ottima, figura. Sicura, capace sia di mantenere elevati standard tecnici vocali ed esecutivi che di esprimere il contenuto emotivo dei suoi brani in modo tranquillo ed intenso. Nonostante il rumoroso bancone del pub a pochi metri da me, dove lo shaker è stato utilizzato con una frequenza sconfortante, ho visto un concerto caldo e coinvolgente da parte di un’artista capace, elegante e tutt’altro che grezza. Non che una comunicazione grezza ed aggressiva sia un male, ma il calore triste e malinconico di mercoledì sera è stato soffice, elegante ed ammaliante. Un concerto molto breve, circa 40 minuti compreso un rapidissimo bis, e davvero peccato, anche se eravamo in pochi avremmo apprezzato e meritato un concerto più lungo e strutturato, magari con qualche inedito. Ma Elle Mary non è il tipo da suonare nulla se non ci ha lavorato sopra a lungo, e dopotutto ha appena pubblicato il suo primo disco.

Bella serata.

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